Fare trading sulle azioni asiatiche: ecco quali sono le migliori

Il mercato asiatico è tra i più importanti e avanzati mercati al mondo, con alcuni tra gli asset più importanti attualmente disponibili su cui investire. Dal Dragone cinese al Sol Levante, fino a passare per le quattro Tigri asiatiche e l’India, il continente ha tantissimo da offrire per chi ha soldi da investire.

Quello che frena in molti, però, è l’impossibilità (presunta) di poter accedere a questi mercati se non sotto l’egida di enti finanziari o esperti di borsa da pagare a suon di quattrini.

Niente di più sbagliato.

Ad oggi, esistono diversi metodi per poter investire in autonomia in una moltitudine di asset finanziari e mercati, compresi quelli asiatici, grazie al potere delle piattaforme di trading online.

Tutto sta nel trovare un broker online regolamentato e affidabile che possa darci accesso a una delle suddette piattaforme (solitamente offerte dallo stesso) con un conto trader. Per controllare il possesso o meno da parte di un broker online dei requisiti richiesti da un ente finanziario regolatorio, vi basterà fare un rapido check sulla pagina principale del servizio per controllare il numero di protocollo della licenza/e in possesso di quest’ultimo e fare un controllo incrociato col sito di riferimento dell’ente in questione.

Qui una breve lista quindi di alcune delle azioni più rappresentative dei mercati asiatici.

Alibaba (Cina)

Questo colosso dell’e-commerce cinese, è quotato sia alla Borsa di Hong Kong che a quella di New York ed è una delle poche multinazionali in grado di dare filo da torcere persino al colosso del commercio online Amazon e alle altre società Big Tech.

Fondata dall’estro di Jack Ma, il gruppo è riuscito a riprendersi rapidamente dal tonfo causato dal crollo delle borse avvenuto nel marzo 2020, fino a raggiungere il suo ATH (All Time High, il momento in cui l’azione è salita al suo massimo storico) proprio il 27 ottobre dello stesso anno.

Il gruppo detiene anche il controllo di altre aziende di principale importanza, come:

  • Aliexpress;
  • Alypay;
  • Taobao;
  • com.

A seguito della sparizione dalle scene di Jack Ma e di alcuni conflitti con Pechino, le azioni hanno subito un nuovo arresto al principio del 2021, ma al momento stanno vivendo un periodo rialzista.

Xiaomi (Cina)

Altro colosso targato RPC, la Xiaomi si è fatta un nome nel mondo high-tech grazie a una serie di modelli smartphone low cost (basti pensare alla gamma Redmi)ma di altissima qualità e capaci di fare concorrenza agli altri grandi del settore, tra cui Apple e Samsung.

Tra i maggiori dispositivi smart prodotti dalla Xiaomi troviamo:

  • Smartphone;
  • Tablet:
  • Powerbank e caricatori;
  • Smartwatch;
  • Smart TV;
  • Dispositivi smart per la casa

Oggi Xiaomi è divenuto uno dei gruppi industriali maggiormente capitalizzati della terra e sta vivendo un forte periodo rialzista sin dal settembre del 2020, periodo che non sembra intenzionato a fermarsi nonostante le oggettive difficoltà che stanno vivendo i mercati a causa della crisi pandemica.

Samsung (Corea del Sud)

Gigante coreano famoso su scala globale per i suoi prodotti tecnologici, Samsung è una multinazionale dall’antica storia la cui fondazione viene fatta risalire addirittura al 1938, quando addirittura era ancora una società distributrice di generi alimentari.

Dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso però, la Samsung decide di non restare a guardare mentre il vicino Giappone si espande nell’industria elettronica, cominciando ad investire pesantemente nella ricerca e nella creazione di prodotti di questo tipo.

Da allora, la Samsung Electronics (filiale principale del conglomerato industriale targato Samsung) è tra i maggiori produttori mondiali del settore, e ha all’attivo la produzione e commercializzazione di:

  • Pannelli LCD e LED;
  • Smartphone;
  • Semiconduttori;
  • Televisori;
  • Fotocamere e videocamere digitali.

Toyota (Giappone)

La Toyota Motor Corporation è la colossale multinazionale giapponese del settore automotive le a sua sede si trova nell’omonima città di Toyota.

Con una produzione stimata di 9 milioni di veicoli su base annua, la Toyota si impone come la principale società automobilistica del paese, dominando il mercato interno e con una consistente fetta di mercato anche in Europa e Stati Uniti.

Dal 2011 fino al giugno 2020, la Toyota era in testa in termini di capitalizzazione nel suo settore, finchè non è stata spodestata da Tesla.

Ha una presenza capillare in tutto il mondo, con alcuni dei suoi più grandi stabilimenti presenti in paesi come:

  • Giappone;
  • Stati Uniti;
  • Australia;
  • Canada;
  • Indonesia;
  • Polonia;
  • Sudafrica;
  • Gran Bretagna;
  • Francia;
  • Turchia;
  • Portogallo;

Honda (Giappone)

La società Honda Motor Co. Ltd è una multinazionale giapponese le cui radici affondano nel secondo dopoguerra, quando grazie a una brillante intuizione la società decide di montare motori di piccola cilindrata sui telai delle tante biciclette usate in lungo e largo nel paese.

Quotata successivamente nel 1957, oggi è presente in diversi indici, tra cui il Nikkei 225, l’indice che contiene i 225 titoli delle maggiori 225 compagnie quotate alla Borsa di Tokyo.

Il suo business nel settore dei motori si è espanso nella sua decennale storia e oggi comprende la ricerca e la produzione riguardante:

  • Motociclette;
  • Automobili;
  • Motori;
  • Motori aerei;
  • Jet privati.

Vale poi aprire una parentesi a parte riguardante l’implementazione della propria gamma di auto ibride pensate con l’idea di competere con l’altro gigante (statunitense, questa volta) del settore in questione, Tesla

Le auto ibride Honda sono potenziate dalla tecnologia i-MMD, un acronimo che sta per Multi-Mode Drive ed è il nuovo propulsore ibrido con tre modalità di guida: Propulsione a motore, propulsione ibrida e propulsione elettrica (EV).

Reliance Industries (India)

Reliance Industries Limited è considerata come la più grande compagnia privata indiana (se si esclude la Arcelor Mittal, la quale ha oggi sede in Europa a seguito della fusione della Arceleor con l’indiana Mittal) e si presenta sul mercato con un fatturato di ben 19,976 miliardi USD e profitti che arrivano a superare i 2 miliardi.

Fondata nel 1966 dall’industriale Dhriubhai Ambani, oggi il conglomerato è quotato in Borsa e vanta il fatto che (citando testualmente il suo sito web) “1 investitore su 4 in India è un azionista della Reliance.” A prescindere della veridicità o meno di questa affermazione, sta di fatto che più di 3 milioni di azionisti nel mondo ha deciso di investire in questo titano industriale.

Nato come industria petrolchimica, ad oggi i prodotti del gruppo interessano principalmente i seguenti settori:

  • Petrolio;
  • GDO (grande distribuzione organizzata);
  • Polimeri;
  • Poliestere;
  • Prodotti chimici;
  • Tessuti;

 

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