Fare trading sulle azioni inglesi: ecco cosa c’è da sapere prima di investire

Il mercato azionario inglese è tra i più vivi e importanti dell’Occidente e del mondo, e attira ogni giorno centinaia di migliaia di investitori internazionali.

Ma ancora prima di inoltrarci in investimenti avventati su un mercato a noi sconosciuto, bisognerà fare una panoramica su questo fiorente mondo finanziario, dando inoltre la possibilità anche ai più inesperti di potervi accedere.

A quest’ultimo proposito ricordiamo che oggi è divenuto relativamente facile far parte del mondo degli investitori finanziari grazie alle famose piattaforme di trading online. Prima ancora di cominciare quindi ricordate di accedere a una di queste piattaforme tramite un account trader  fornito da un broker online regolamentato da un ente finanziario regolatore, assicurandovi al contempo che abbia tutti i permessi per poter procedere nel farvi investire nel Regno Unito.

In seguito alla Brexit infatti alcuni trader hanno registrato dei problemi a investire su asset britannici, complice la fine del libero scambio fra gli stati dell’Unione Europea e la Gran Bretagna.

La Borsa di Londra

Il principale mercato di riferimento per chi è intenzionato a investire su azioni inglesi è la Borsa di Londra, conosciuta anche col suo acronimo inglese LSE (London Stock Exchange). Tra le più antiche borse valori del mondo, la sua origine viene fatta risalire al XVII secolo.

Principale concorrente dell’altra grande piazza borsistica d’Europa, la Borsa di Parigi, questa ha preso il sopravvento già negli anni ’20 del secolo scorso sulla sua rivale continentale, divenendo oggi la quarta borsa finanziaria al mondo per capitalizzazione.

La classifica in questione è composta da:

  • Borsa di New York (USA);
  • Borsa di Tokyo (Giappone);
  • Borsa di Francoforte (Germania);
  • Borsa di Londra (Inghilterra).

Non tutti sanno inoltre che questo posto così in alto in classifica è dovuto anche alla politica espansionistica fatta di acquisizioni di altri mercati minori o in crisi, tra cui l’acquisizione della Borsa Italiana nel 2007.

Vediamo ora insieme quindi quali sono i principali titoli azionari della Borsa inglese.

Lloyds Banking

Il gruppo finanziario Lloyds Banking Group plc è un istituto finanziario britannico formatosi dopo l’acquisizione di HBOS (brand bancario legato alla Bank of Scotland) da parte del gruppo Lloyds TSB.

Il suo quartier generale si trova al 25° di Gresham Street a Londra, mentre il suo ufficio è registrato ad Edimburgo.

Di fatto, la Lloyds Bank è uno degli istituti bancari più antichi del Regno Unito e fu fondato nel 1765 a Birmingham, dai John Taylor e Simpson Lloyd II.

Al momento è particolarmente attivo in diversi settori finanziari, tra cui spiccano:

  • nel settore del private equity;
  • il settore retail;
  • nel settore delle banche commerciali;
  • nel settore assicurativo.

Rolls-Royce Holding

Nata come produttore di automobili nel 1904 a Manchester e, in seguito, come manifatturiero di motori per aerei, la società è il prodotto della partnership tra Charles Rolls e Henry Royce, dalla cui unione viene il nome attuale.

Nonostante il gruppo sia per lo più famoso per la sua gamma di auto di lusso, la holding in questione è nata in seguito alla nazionalizzazione nel 1971 della Rolls-Royce Limited, mentre la parte automobilistica è stata separata nel 1973 col nome Rolls-Royce Motor Cars (oggi appartenente al gruppo BMW).

La Rolls-Royce Holding è divenuta col tempo la seconda produttrice di motori aeronautici al mondo ed opera principalmente in quattro settori:

  • l’aeronautica civile;
  • l’aeronautica militare;
  • la propulsione navale;
  • il settore energetico.

Vodafone

Il gruppo Vodafone è una multinazionale leader nel settore della telefonia mobile e fissa la cui sede centrale si trova a Londra.

Al momento il gruppo possiede partecipazioni in ben 25 paesi, e in 16 di questi lo fa utilizzando il proprio marchio. In totale, si stima che siano oltre 470 milioni i clienti Vodafone in 150 paesi del mondo.

Nato nel 1984 come sussidiaria della Racal Electronics Plc col nome di Racal Telecom Limited, nel settembre del 1991 l’azienda si distacca totalmente dal gruppo e assume il nome attuale. Da allora il gruppo ormai autonomo si è espanso in tutto il mondo e ha cominciato ad acquistare operatori mobili e partecipazioni in diversi paesi strategici, compresa l’Italia (acquisizione di Omnitel).

Nonostante si sia portati a pensare che il gruppo lavori esclusivamente per il settore della telefonia mobile, in realtà la telefonia fissa e l’accesso internet compongono un’importante fetta del fatturato di Vodafone, pari al 15% del volume di affari del gruppo.

Barclays

La banca internazionale britannica Barclays Bank plc ha una storia secolare alle sue spalle ed è stata fondata nel 1690 a Lombard Street, una famosa strada di Londra, dai banchieri e orefici John Freame e Thomas Gould.

Da allora, il gruppo si è evoluto e ha fatto registrare una serie di primati positivi, tra cui ricordiamo:

  • Prima banca britannica ad essere diretta da una direttrice donna (la sig.ra Harding);
  • Implementazione e lancio della prima carta di credito (1966) del paese e dell’Europa;
  • Tra i soci fondatori del circuito VISA;
  • Implementazione e lancio del primo ATM a Londra (1975) e le prime carte revolving.
  • Acquisisce una serie di asset fondamentali dal gruppo Lehman Brothers per la cifra record di 1,75 miliardi di dollari nel settembre 2008.

Il gruppo è presente in ben cinquanta paesi diversi e ha alle sue dipendenze più di 129.400 dipendenti, e il suo fatturato è arrivato a toccare quota 6,065 miliardi di dollari.

AstraZeneca

Il gruppo Astrazeneca nasce dalla fusione tra due società leader del settore farmaceutico, la svedese Astra e la britannica Zeneca (da qui il nome attuale) e ha la sua sede principale a Cambridge, Inghilterra.

Leader mondiale nella produzione di farmaci e trattamenti sanitari, il gruppo oggi è salito alla ribalta delle cronache per le vicissitudini che interessano la creazione e la produzione del vaccino contro il COVID-19.

Il gruppo ha visto salire enormemente il valore delle sue azioni praticamente sin da subito, così come la maggior parte delle case farmaceutiche che hanno partecipato alla corsa al vaccino, non subendo di particolarmente il tonfo delle borse mondiali avvenuto nel marzo 2020.

Oltre alla produzione e distribuzione del vaccino anti-covid, il fatturato di Astrazeneca è riconducibile principalmente ai seguenti segmenti sanitari (in ordine di importanza):

  • Lotta alle malattie cardiovascolari e metaboliche;
  • Lotta alle malattie respiratorie
  • Lotta alle malattie oncologiche;
  • Lotta alle malattie autoimmuni.

Poche case farmaceutiche sono in grado di tenere testa al potere di Astrazeneca, quindi tra i competitors troviamo nomi del calibro di Pfizer, Novartis e Johnson&Johnson.

Fare trading sulle azioni inglesi: ecco cosa c’è da sapere prima di investire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.